Cercasi apprendista con esperienza

5 Febbraio 2016
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Non è raro trovare questa frase, dal senso palesemente contraddittorio, nelle rubriche di offerte di lavoro. Se non altro, offre lo spunto per alcune riflessioni sulla condizione del lavoro giovanile.

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I recenti dati pubblicati dall’ISTAT, riferiti al mese di novembre dello scorso anno nel nostro paese, presentano delle percentuali di disoccupazione di livello sempre molto alto, pari al 38,1% nella classe dei 15-24enni (seppur con una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente) e del 17,1% nella classe dei 25-34enni (con un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente).
La domanda che ci si pone però è: un giovane, per trovare lavoro, deve accettare qualsiasi contratto gli venga offerto?
A questo quesito risponde il Prof. Ichino in un’intervista pubblicata nella rivista “Tempi” di dicembre 2013: “cercare il lavoro che meglio risponde alle proprie aspirazioni, se sono aspirazioni realistiche e ragionevoli, è quello che i giovani devono fare. Ma essi non devono commettere l’errore di restare disoccupati in attesa di trovarlo, quel lavoro ideale. Ai miei laureati, che venivano a dirmi che non trovavano subito un lavoro corrispondente a quello che avevano studiato, suggerivo di andare per tre mesi a Londra e di farsi assumere per qualsiasi lavoro da un’agenzia di lavoro temporaneo: receptionist, commesso di negozio, magazziniere, merchandiser, o qualsiasi altro. Nel peggiore dei casi tornavano in Italia avendo perfezionato il loro inglese e avendo un primo mattoncino nel loro curriculum, molto significativo perché mostrava la loro intraprendenza, curiosità, mobilità, adattabilità.”
Pare che molte persone abbiano colto la bontà di questo parere se prendiamo in esame i recenti dati sul numero dei nostri connazionali che hanno deciso di fare le valigie e trasferire la propria residenza all’estero. Tale numero è cresciuto di oltre il 34%, arrivando a toccare il numero record di 45.000 persone nel 2014. Con una crescita di 11.000 giovani espatriati in appena 24 mesi.
Un’ulteriore conferma si può cogliere se suddividiamo il flusso migratorio per paese di destinazione che, secondo una recente ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza, è rivolto verso il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti e la Spagna.
In particolare, 8.552 giovani di età compresa tra i 18 e i 39 anni hanno preso la via della Gran Bretagna.
Un augurio affinché i giovani abbiano sempre la possibilità e la libertà di poter cogliere le opportunità che si presenteranno, per assecondare le proprie aspirazioni più intime o riscoprire, magari in età più avanzata, vocazioni dimenticate. In un mercato del lavoro non più sotto casa e in cui le aziende richiedono sempre di più la conoscenza fluente della lingua Inglese.

di Simone Cogno

Consulente del Lavoro
Studio Asco
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