• SERVIZIO DI CONSULTAZIONE FATTURE ELETTRONICHE, ACCONTO IVA 2019 E REGISTRATORE DI CASSA

    10 Dicembre 2019

    SERVIZIO DI CONSULTAZIONE FATTURE ELETTRONICHE

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    Con l’art. 1 del D.Lgs. 05/08/2015 N. 127 è stata istituita la disciplina della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica delle fatture e dei relativi dati;
    in seguito, la Legge 27/12/2017 n. 205 (legge di Bilancio 2018) ha stabilito a far data dal 01/01/2019, l’obbligo della fatturazione elettronica, per cessioni di beni e prestazioni di servizi, attraverso il Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle entrate (SdI);
    il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30/04/2018, modificato dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 21/12/2018, ha definito le regole tecniche per emissione e ricezione delle fatture elettroniche per cessioni di beni e prestazioni di servizi attraverso il sistema SdI;
    il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 05/11/2018, modificato dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 21/12/2018, ha regolato le modalità per il conferimento e/o delega per l’utilizzo di detti servizi;
    a seguito di tutto ciò, l’Agenzia delle entrate ha predisposto un servizio di consultazione e acquisizione dei file di fatture elettroniche emesse e ricevute a mezzo del sistema SdI, che è fruibile tramite un’apposita adesione.
    Aderendo al servizio si ha la possibilità di consultare e scaricare i file delle fatture per un periodo di otto anni e fino al termine di eventuali procedure di contenzioso, mentre senza l’adesione le fatture sarebbero disponibili solamente fino al momento dell’avvenuta consegna delle stesse.
    L’adesione al servizio è possibile solamente fino al 20/12/2019, dopodiché, se l’adesione non ha luogo, si perde la possibilità di consultazione e scarico dei file.
    Si ricorda pertanto a tutti coloro che non usufruiscono del servizio fatture SMART predisposto dallo Studio Cogno e provvedono da sé o tramite servizi di terzi all’emissione delle fatture elettroniche, di provvedere tempestivamente all’adesione al servizio dell’Agenzia delle entrate.

     

    ACCONTO IVA 2019

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    L’articolo 6, comma 2, della Legge 405/90, e successive integrazioni e modificazioni, stabilisce che entro il 27/12 di ciascun anno occorre versare un acconto pari all’88% del versamento IVA del mese di dicembre, se mensili, della dichiarazione annuale se trimestrali ordinari, del quarto trimestre se trimestrali speciali (autotrasportatori, distributori di carburanti somministrazione di gas, energia elettrica, ecc.).
    Le modalità di calcolo di detto acconto sono tre:
    METODO STORICO: il versamento è dell’88% di quello che era il debito del dicembre dell’anno precedente se mensili, della dichiarazione annuale se trimestrali ordinari, del quarto trimestre se trimestrali ordinari.
    METODO PREVISIONALE: il versamento è dell’88% sull’IVA che si ritiene di dover versare per il mese di dicembre se mensili, sulla dichiarazione annuale se trimestrali ordinari, sul quarto trimestre se trimestrali speciali.
    METODO ANALITICO: il versamento è del 100% dell’IVA che risulta a debito con una liquidazione apposita sulle operazioni registrate risultanti dal registro delle fatture emesse o dei corrispettivi dal 1° al 20 dicembre se mensili, dal 1° ottobre al 20 dicembre se trimestrali; sulle operazioni effettuate anche se non ancora registrate o fatturate dal 1° novembre al 20 dicembre; operazioni annotate sul registro acquisti dal 1° al 20 dicembre se mensili, dal 1° ottobre al 20 dicembre se trimestrali.
    Si rammenta che il versamento minimo è di € 103,29, al di sotto del quale non vi è obbligo.

     

    REGISTRATORE DI CASSA

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    Lo scontrino di cassa telematico, e cioè con i dati dello scontrino inviati direttamente all’Agenzia delle entrate, è già entrato in vigore dal 01/07/2019 per i soggetti con ricavi oltre gli € 400.000,00 annui, entrerà in vigore dal 01/01/2020 per tutti gli altri soggetti. Si tratta in sostanza dell’invio all’Agenzia delle entrate per via telematica dello scontrino che si rilasciava ai clienti, (avviene una trasmissione per ogni scontrino battuto), con indicazione degli identificativi fiscali di chi lo emette e di chi lo riceve, data, importo, e tutto ciò che compariva sullo scontrino. Al cliente verrà invece rilasciato un “documento commerciale” senza valore fiscale ma valido per la garanzia.
    Per iniziare la nuova procedura occorre registrarsi sul sito dell’Agenzia delle entrate, nella propria area riservata con accesso da fatture e corrispettivi o delegando terzi l’incombenza; la legge prevede dodici giorni per la trasmissione dei corrispettivi (ad esempio l’incasso del giorno 03/01/2020 sarà da comunicare entro il 15/01/2020), sanzioni da € 500,00 a € 2.000,00 se manca il codice fiscale del consumatore o non viene effettuata la trasmissione.
    È possibile acquistare un registratore di cassa nuovo, ed in questo caso si avrà diritto ad un credito di imposta commisurato al 50% del costo fino ad un massimo di € 250,00; oppure, adattare un registratore già esistente, e in questo caso il credito d’imposta si commisura al costo dell’aggiornamento con un massimo di € 50,00.

     

    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

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  • CONGUAGLIO DI FINE ANNO, COMPENSI DI FINE ANNO E SOMME NON EROGATE NEL CORSO DEL 2019 E INAIL

    10 Dicembre 2019

    CONGUAGLIO DI FINE ANNO

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    Con l’elaborazione del cedolino di dicembre 2019 si ridetermina il reddito complessivo annuo percepito dal dipendente, su quale calcolare l’importo definitivo relativo all’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), le addizionali regionali e comunali. Per effetto del conguaglio fiscale si potrebbe verificare una riduzione della retribuzione netta del mese di dicembre a causa delle maggiori imposte dovute oppure un aumento per un credito d’imposta dovuto alle minori imposte da corrispondere all’erario. Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito.

     

    COMPENSI DI FINE ANNO E SOMME NON EROGATE NEL CORSO DEL 2019

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    I redditi da lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 51 TUIR comma 1, si intendono percepiti nel periodo d’imposta (anno 2019) quando vengano corrisposti entro e non oltre il 12 gennaio dell’anno successivo; la scadenza è posticipata al primo giorno non festivo. Il medesimo principio viene applicato anche ai compensi erogati agli amministratori con rapporto di collaborazione in quanto valori assimilati ai redditi da lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50 comma 1 lett. c. bis TUIR.

     

    INAIL

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    Sulla base delle voci di rischio consolidate nel corso del 2019, sarebbe opportuno valutare per tipologia di attività e mansioni effettivamente svolte dai dipendenti, la coerenza delle voci di tariffa con la reale situazione aziendale, con il conseguente aggiornamento del DVR, ai fini di una possibile riduzione del premio Inail per l’anno 2020 in occasione dell’autoliquidazione.

     

    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

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  • IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL TFR, 13^ MENSILITÀ O GRATIFICA NATALIZIA, BUSTA PAGA, MANCATA CONSEGNA AL DIPENDENTE E RIDUZIONE CONTRIBUTIVA IMPRESE EDILI

    26 Novembre 2019

    IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL TFR

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    Il 16 dicembre p.v. ricorrerà il versamento dell’imposta sostitutiva sul TFR a carico del datore di lavoro o ente pensionistico che deve essere effettuata in due rate: l’acconto appunto entro il 16 dicembre e il saldo entro il 16 febbraio 2020. L’imposta sostitutiva non è dovuta per i contribuenti che aderiscono a una forma pensionistica complementare in quanto in questo caso tutta la quota destinata al TFR viene versata al fondo pensione. Il calcolo dell’acconto potrà essere effettuato con il metodo storico o con il metodo previsionale. L’imponibile è costituito dal TFR maturato fino a tutto il 31 dicembre dell’anno precedente relativo a tutti i dipendenti ancora in forza al 30 novembre dell’anno in corso.

     

    13^ MENSILITÀ O GRATIFICA NATALIZIA

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    In occasione del Natale ricorre la corresponsione ai dipendenti di una mensilità aggiuntiva maturata nel periodo tra gennaio e dicembre dell’anno in corso. Non per tutti i settori di attività però la scadenza è prevista prima di Natale ma in base al CCNL applicato ai lavoratori, che potrebbe stabilire date diverse. Ci sono poi casi in cui la tredicesima viene già corrisposta come rateo mensile in corso d’anno. Generalmente per i dipendenti mensilizzati l’importo corrisponde a una mensilità aggiuntiva, per i dipendenti pagati a ore, invece, in base alle ore contrattuali; per i part time l’ammontare viene pertanto ridotto percentualmente in base alle ore lavorate. Sono esclusi dalla tredicesima (non concorrono alla maturazione), tutti gli importi che non rientrano nella retribuzione globale di fatto (come gli straordinari non ricorrenti), i congedi parentali, la malattia oltre il periodo di comporto, tutte le assenze non retribuite (come lo sciopero), la CIG e CIGS per sospensione (la tredicesima matura invece in caso di riduzione).  I periodi di assenza per assistenza al familiare, in base alla Legge 104, non sono esclusi. Gli assegni familiari, essendo a carico dell’Inps, non vengono corrisposti nella mensilità aggiuntiva ma solo in quella normale di dicembre.

     

    BUSTA PAGA, MANCATA CONSEGNA AL DIPENDENTE

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    Nel caso il datore di lavoro non consegni i prospetti paga al dipendente, è soggetto a una sanzione amministrativa che può variare da un minimo di 150 euro fino a 7.200 euro in base al numero dei dipendenti per i quali ha omesso la consegna e in base all’arco temporale di omissione. Il dipendente dopo i solleciti verbali può indirizzare una pec o una raccomandata a/r di richiesta, fino alla denuncia alla Direzione per il Lavoro. Con l’accesso ispettivo il datore di lavoro dovrà dimostrare quindi l’assolvimento dell’obbligo per non incorrere alle sanzioni di cui sopra.

     

    RIDUZIONE CONTRIBUTIVA IMPRESE EDILI

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    Ricorre per le imprese edili il diritto alla riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali che anche per l’anno 2019 viene confermata nell’11,50% per gli operai occupati a tempo pieno. Il requisito essenziale per poter accedere alla richiesta di riduzione è la regolarità del DURC e delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. La domanda di riduzione deve essere presentata telematicamente attraverso le procedure dei siti istituzionali, mentre una apposita prossima circolare stabilirà il mese in cui applicare lo sgravio.

     

    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

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  • NESSUN OBBLIGO DI CAUSALE E DURATA PER I CONTRATTI A TERMINE DEI SOMMINISTRATI ASSUNTI A TEMPO INDETERMINATO DALLE APL, LICENZIAMENTO INGIUSTIFICATO, BUONI PASTO LE NOVITÀ PREVISTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2020 E COMPENSAZIONI FISCALI OLTRE I 5000 EURO

    19 Novembre 2019

    NESSUN OBBLIGO DI CAUSALE E DURATA PER I CONTRATTI A TERMINE DEI SOMMINISTRATI ASSUNTI A TEMPO INDETERMINATO DALLE APL

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    Nessuna limitazione è stata introdotta per l’invio in missione di lavoratori assunti a tempo indeterminato dal somministratore. Pertanto in questo caso, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo n. 81, tali lavoratori possono essere inviati in missione sia a tempo indeterminato che a termine presso gli utilizzatori senza obbligo di causale o limiti di durata.

     

     LICENZIAMENTO INGIUSTIFICATO

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    La sentenza della Corte Costituzionale n. 194/201 ha dichiarato incostituzionale l’art. 3, comma 1, d.lgs. n.23/2015, nel caso di licenziamento ingiustificato, relativamente al pagamento di una indennità di importo pari a due mensilità per ogni anno di servizio, in misura comunque “non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro mensilità”.  La Corte Costituzionale ha infatti stabilito nel caso di licenziamento ingiustificato, il pagamento di una indennità «in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilità».

     

     

    BUONI PASTO LE NOVITÀ PREVISTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2020

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    Dal 01 gennaio 2020 è prevista la revisione dell’esenzione fiscale dei buoni pasto erogati ai lavoratori in sostituzione dei servizi di mensa nelle seguenti misure, è quanto prevede la legge di bilancio 2020, in particolare:

    • Buoni pasto cartacei fino ad oggi esentati fino a euro 5,29: diminuzione della soglia di esenzione a euro 4,00 Quindi l’eccedenza tra il valore facciale del buono di € 5,29 e il nuovo limite di 4 euro sarà completamente tassabile.
    • Buoni pasto elettronici fino ad oggi esentati fino a euro 7,00: aumento della soglia di esenzione a euro 8,00.
    • Particolare attesa da parte di tutti gli operatori di una disciplina transitoria che permetta di armonizzare la situazione con particolare riferimento ai blocchetti già acquistati e da smaltire entro il 2020.

    Ricordiamo inoltre che:
    Hanno diritto all’esenzione fiscale e previdenziale anche i buoni pasto concessi ai lavoratori part-time la cui articolazione dell’orario non preveda la pausa per il pranzo.
    In caso di godimento dei permessi L.104/92, se si opta per la fruizione di tre giornate di permesso mensili, non si avrà diritto all’erogazione dei buoni per quelle giornate; se invece si sceglie di fruire di una o due ore giornaliere, rimane inalterato il diritto.
    In tutti i casi di assenza (ferie, permessi per giornata intera, aspettative, malattia, infortunio, festività, sciopero, attività lavorative fuori sede con rimborso del pasto, telelavoro), i buoni pasto non spettano.

     

    COMPENSAZIONI FISCALI OLTRE I 5000 EURO

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    L’art 3 del decreto legge 26 ottobre 2019 n. 124 estende la disciplina delle compensazioni IVA ai crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive. Se la compensazione supera il limite annuale di 5.000 euro, l’operazione può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. La previsione restrittiva di utilizzare i canali telematici dell’Agenzia riguarderebbe anche il Bonus Renzi e i rimborsi relativi al 730.

     

    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

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  • INDENNITÀ DI MALATTIA PER GLI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS IN VIA ESCLUSIVA, CONGEDO OBBLIGATORIO PER IL PADRE, DIMISSIONI DELLA LAVORATRICE MADRE E NOVITÀ IN TEMA DI VIDEO SORVEGLIANZA

    31 Ottobre 2019

    INDENNITÀ DI MALATTIA PER GLI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS IN VIA ESCLUSIVA

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    Il requisito contributivo minimo richiesto è stato ridotto a una mensilità nei 12 mesi precedenti la data di inizio dell’evento/ricovero, infatti per gli eventi insorti a decorrere dal 5 settembre 2019, le indennità di malattia e di degenza ospedaliera spettano solo se risulta accreditato, nei 12 mesi che precedono l’inizio dell’evento o del ricovero, almeno un mese di contribuzione piena alla Gestione Separata, a differenza degli eventi insorti prima del 5 settembre 2019, per cui il requisito contributivo minimo richiesto era di tre mensilità nei 12 mesi precedenti la data di inizio dell’evento. Nell’anno solare che precede quello dell’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla Gestione Separata non deve risultare superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno. I lavoratori iscritti alla Gestione Separata, per ottenere il pagamento dell’indennità, devono presentare alla struttura INPS di appartenenza anche la domanda per ottenere la prestazione.

     

    CONGEDO OBBLIGATORIO PER IL PADRE

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    Per l’anno 2019 è previsto un congedo obbligatorio per il papà (Legge n.145/2018). È inoltre possibile fruire di un giorno di congedo facoltativo in alternativa alla madre. Il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per cinque giorni. La disposizione riguarda i lavoratori dipendenti, anche se padri adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese di vita dalla nascita o dall’adozione e affidamento avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2019. Il congedo obbligatorio spetta indipendentemente dal diritto della madre al congedo di maternità. Mentre quello facoltativo è condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di un giorno di congedo maternità. L’indennità spettante è, in entrambi i casi, a carico dell’INPS ed è pari al 100% della retribuzione.

     

    DIMISSIONI DELLA LAVORATRICE MADRE

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    La lavoratrice madre che presenta dimissioni volontarie durante il periodo tutelato contro il licenziamento, quindi fino al compimento del primo anno di vita del bambino, ha diritto a percepire il trattamento di NASpI che, in via ordinaria, spetta soltanto a coloro che perdono il lavoro involontariamente, quindi per licenziamento o dimissioni per giusta causa. A tal fine, tuttavia, la lavoratrice è obbligata a seguire una procedura particolare per presentare le proprie dimissioni volontarie, che devono essere convalidate presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente. Solo in presenza della convalida le dimissioni diventano effettive e danno diritto al sussidio di disoccupazione. La legge prevede inoltre che la lavoratrice che si dimette durante il primo anno di vita del bambino non è tenuta a rispettare gli ordinari termini di preavviso: il datore di lavoro è dunque tenuto a corrispondere la relativa indennità.

     

    NOVITÀ IN TEMA DI VIDEO SORVEGLIANZA

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    Sono state introdotte numerose modifiche che riguardano la presentazione dell’istanza di autorizzazione all’installazione di impianti audiovisivi. Rispetto al passato, l’attività valutativa è effettuata sull’effettiva sussistenza delle finalità che legittimano la richiesta: in particolare vengono cioè esaminate le ragioni organizzative e produttive alla base della domanda oltre che quelle di sicurezza sul lavoro e di tutela del patrimonio aziendale. Tra le novità più interessanti è che il Comitato Europeo per la protezione dei dati, ha adottato in data 10 luglio 2019 le “Guidelines 3/2019 on processing of personal data through video devices”. Si tratta di un documento che è al momento aperto alla consultazione pubblica. Le Linee Guida sono della massima rilevanza in quanto rappresentano il primo documento europeo che applica i principi del GDPR al trattamento dei dati effettuati tramite riprese video. In Italia, infatti, l’ultimo documento in materia è il “Provvedimento in materia di videosorveglianza” dell’8 aprile 2010.

     

    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

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