Come verificare la vostra futura pensione

21 Aprile 2016
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La consulenza di Simone Cogno

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Le famose buste arancioni dell’Inps, quelle contenenti la simulazione sull’importo della propria futura pensione, non arriveranno mai. Non ci sono i soldi per la spedizione. Boeri – presidente dell’INPS – spiega: “Ne manderemo solo una piccola parte, perché non ci è stata data l’autorizzazione dai ministeri per superare il vincolo di spesa, e dunque la spesa per spedizioni è contingentata”. È però consigliabile effettuare almeno la verifica dei dati contenuti nel proprio “estratto conto contributivo” accedendo alla propria cartella personale tramite il portale INPS (www.INPS.it) e seguendo il percorso suggerito. Per prima cosa il sistema indirizzerà l’utente alla procedura per ottenere Il codice identificativo personale (il cosiddetto P.I.N.), diventato indispensabile per qualsiasi curiosità o pratica da effettuare sulla propria posizione contributiva, in quanto l’Inps stessa non accetta più istanze in formato cartaceo. Una volta ottenuto tale codice di accesso sarà possibile esaminare e, eventualmente stampare, l’estratto conto della propria attività lavorativa e verificarne la correttezza in termini di contributi versati. È consigliabile fare analizzare il documento da un consulente esperto, da un patronato o dall’Inps stesso, per avere le corrette proiezioni in prospettiva pensionistica. Non sempre infatti le aziende hanno provveduto correttamente al versamento dei contributi per i propri dipendenti o, ancora, non sempre sono state effettuate le dovute iscrizioni alle gestioni previdenziali. Qualche volta, addirittura, si scopre la mancanza di contribuzione a causa di errori della propria posizione anagrafica. Tutte, o quasi, le inesattezze sono sanabili a condizione che il lavoratore conservi diligentemente la documentazione dei rapporti di lavoro – soprattutto di quelli cessati – nonché la documentazione di altro tipo avente una valenza contributiva come, ad esempio, il fascicolo del servizio militare effettuato, necessario per l’accredito ai fini contributivi di tale periodo. Naturalmente questi consigli non pretendono di fornire la soluzione per ottenere una pensione, ma, almeno, se messi in pratica, eviteranno future seccature, perdite di tempo e recriminazioni varie.

di Simone Cogno

Consulente del Lavoro
Studio Asco
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