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CHI È UN BUON CAPO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

Archivio · pubblicato il 2019-05-22. Il contenuto descrive il contesto della data di pubblicazione; per indicazioni attuali contatta lo studio.

CHI È UN BUON CAPO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

Il capo è forse uno dei ruoli che può influenzare maggiormente i risultati del nostro operato. Lo psicologo Howard Gardner definisce come personalità egemoni e carismatiche quei leader che, sapendo identificare gli obiettivi forti, li fanno sentire come propri agli altri in direzione dell’innovazione e del cambiamento mobilitando le proprie e altrui energie. Chi è dotato di personalità egemone sa infatti identificare un traguardo organizzando le risorse altrui.
Spesso i capi hanno la capacità di arrivare al momento giusto, di identificare e recuperare un’aspirazione sentita fortemente dalla collettività ma che questa non è riuscita a concretizzare. Generalmente caratterizzati da una forte sicurezza in se stessi, pur essendo meno introspettivi e meno dubbiosi, riescono a passare direttamente all’azione in quanto maggiormente proiettati positivamente verso il mondo esterno. La personalità carismatica richiede una forte  intelligenza emotiva basata sulla capacità di comprendere i desideri e le aspirazioni degli altri comunicando in modo empatico.
Alla domanda consiglieresti il tuo capo come persona con cui lavorare (dalla ricerca Good Boss vs Bad boss della LIUC Business School) il campione delle  oltre 600 persone intervistate e impiegate in svariati settori, prevalentemente nel settore industriale, risponde:
– 39,31% del tutto negativo;
– 34,39 preferisce non esprimersi
– 26,9% apertamente promotori del proprio capo.

Dal campione intervistato emergono anche le qualità più positive riconosciute ai capi:
– La capacità di lasciare ai collaboratori un ampiogrado di libertà sulle modalità di lavoro messe in atto per il conseguimento dei risultati.
– La disponibilità ad ascoltare le ragioni dei collaboratori per un confronto, con disponibilità ad accogliere le loro opinioni.
– La gestione autonoma del lavoro del team, in cui a contare sono i risultati e non le modalità operative.
– Definizione chiara di ruoli e responsabilità.
Dati che ci parlano dunque di smartworking, di flessibilità nei tempi e nei luoghi di lavoro e anche di conciliazione tra vita privata e professione.
L’analisi obiettiva di questi risultati porta alla ricerca di profili opposti a quelli descritti per meglio comprendere l’alta percentuale di insoddisfazioni e identificare le caratteristiche comuni dei pessimi leader. Dal profilo del pessimo capo (decalogo di Bernard Marr) emerge.